La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un opera letteraria, un disegnom un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillita e delicatezza, o con altrettanta docezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimita (Mao tse Tung)
Anche cercare di rimettere le cose al loro posto non è un operazione da salotto, per cui perdonateci se lo facciamo un po' Ruvidamente.

GolosaMente

LA VITA IN UN BICCHIERE

Se cercate la ragione del dilagare dei #programmi Tv, dei #reality sulla gastronomia, leggetevi queste righe di J. K. Jerome

26 settembre 2023BereJerome

Avevo iniziato questo articolo con l'idea di scrivere sul mangiare e sul bere, ma finora mi sembra di aver limitato le mie osservazioni interamente al mangiare. Ebbene, vedete, il bere è uno di quegli argomenti sui quali è sconsigliabile apparire troppo informati.
Sono finiti i giorni in cui era considerato codardo ubriacarsi ogni notte, e una mente lucida e un polso fermo non portano più al loro proprietario un'accusa di effeminatezza. Al contrario, in questi tempi tristemente degenerati, l'alito maleodorante, il viso gonfio, il passo incerto e la voce roca sono ritenuti le stimmate del furfante piuttosto che del gentiluomo.
Però anche oggigiorno la sete dell'umanità è qualcosa di soprannaturale. Beviamo tutto il tempo, con una scusa o l'altra.
Un uomo non si sente mai completamente a suo agio senza un bicchiere davanti a sé. Beviamo prima dei pasti, durante i pasti e dopo i pasti. Beviamo quando incontriamo un amico e beviamo quando ci separiamo. Beviamo mentre parliamo, mentre leggiamo, mentre pensiamo. Beviamo alla salute degli altri e roviniamo la nostra. Brindiamo alla Regina, all'Esercito, alle Signore, brindiamo a chiunque altri meriti un brindisi, e sono convinto che se la scorta si esaurisse, brinderemmo anche alla salute di nostra suocera.
A proposito, non mangiamo mai alla salute, beviamo sempre. Perché non dovremmo alzarci, di tanto in tanto, e mangiare una torta al successo di qualcuno?
A me, lo confesso, la costante necessità di bere che affligge gran parte dell'umanità sembra del tutto ingiustificabile. Posso capire le persone che bevono per soffocare le preoccupazioni o per scacciare i pensieri fastidiosi. Posso capire che le masse ignoranti amino inzupparsi nel liquore... oh sì, è molto scandaloso che lo facciano, naturalmente... è molto scandaloso per noi, che viviamo in case comode, circondati da ogni comodità e dai piaceri della vita. A noi pare una vergogna che chi abita in umide cantine o in ventosi abbaini esca dal suo ricettacolo di miseria, ed entri nella luce di una osteria, cercando per un breve istante di navigare lontano dal suo tetro mondo, sulla corrente di “un Lete di gin”.
Noi possiamo fare i sentimentali quando vogliamo, ma in questo mondo lo stomaco è la vera sede della felicità. La cucina è il tempio supremo ove noi adoriamo, il suo fuoco scoppiettante è la nostra fiamma vestale, il cuoco il nostro sommo sacerdote. È un mago potente e benevolo. Egli placa tutti i dolori e tutte le pene. Scaccia ogni odio e rallegra ogni amore. Il nostro Dio è grande e il cuoco è il suo profeta. Beviamo e stiamo allegri.

(Jerome K. Jerome, “Pensieri oziosi di un ozioso” 1886)

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